Nomi

Di ritorno da Torino, molto contento, parecchio stanco.
E con tre nomi in testa.
Due sono di donna.
Martina, fa parte della storia che ho appena cominciato a scrivere.
Anna, di quella che scriverò quando avrò finito. O forse durante.
Il terzo, è una vecchia conoscenza che ogni tanto salta fuori.
Gabriele.

Nel frattempo, mentre riordino le idee, un paio di segnalazioni.
Mercoledì parteciperò a Notti contro le mafie.
L'iniziativa si svolge in molte città d'Italia. Per la parte che mi riguarda, sarò a Modena, alla sala Ulivi, in viale Ciro Menotti 137, dalle 20.30.
Qui, comunque, il calendario completo delle iniziative. Se potete, vicino a casa vostra, fateci un giro.

Giovedì, invece, alle 18.30, uno degli utlimi passaggi di "Non voglio il silenzio".
A Mantova, Libreria Di Pellegrini, via Marangoni 16.

Poi, prendo fiato e mi rimetto a scrivere più spesso.

Nel frattempo, vista l'ora e la giornata, comincio a incrociare le dita.
E vi lascio l'ultima uscita della mia rubrica sul Corriere di Bologna. Questa è del 10 maggio 2011.

Pensavo che il diritto di nascita non facesse parte della lotta politica. Pensavo (beata ingenuità!) che il certificato di nascita c'entrasse con la lotta politica come la maionese con la crostata alle ciliegie. Speravo, ancora più ingenuo, che la memoria servisse come deterrente alle fesserie. Poi, in pochi giorni, ho scoperto che malgrado le apparenze, Bologna e gli Stati Uniti sono più vicine di quanto sembra. La polemica della settimana, sul fatto che Merola non è abbastanza bolognese perché arrivato da queste parti a cinque (cinque!) anni ha un parallelo illustre oltre oceano. Negli Stati Uniti hanno addirittura un nome. "Birther", appunto. Quelli che dicono che Barack Obama non è nato sul suolo americano e quindi non potrebbe, per legge, ricoprire il ruolo per cui è stato eletto. In una città come Bologna che sembra rinchiusa nel ricordo del suo glorioso passato, mi sarei aspettato un argomento diverso. Basterebbe pensare che il mondo non è finito con il mandato di Sergio Cofferati o con le colonne d'Ercole guazzalochiane. I due sindaci più amati degli ultimi quarant'anni, Imbeni e Zangheri, per esempio, non erano nati a Bologna. In una delle campagne elettorali meno interessanti della storia, mancava solo il suggello finale del certificato di nascita. Dagli Stati Uniti copiamo un po' di tutto, purtroppo non conosciamo la ricetta per Barack Obama.

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2 risposte

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  • ANGELA
    17-05-2011 - 12:15:48 Rispondi

    spero tanto che Gabriele di cognome faccia Riccardi:-) un personaggio che ho amato molto:-)

  • PATRICK FOGLI
    17-05-2011 - 15:09:14 Rispondi

    chissà...

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