A modo mio (6)

E così siamo arrivati alla fine. Basta campagna elettorale, si è votato per le comunali e comunque vada sarà un successo. Prima di tutto perché ci sarà un sindaco e, si spera, la politica tornerà al suo ruolo. Decidere. Comunque vada sarà un successo, perché si potrà allontanare l'idea malsana e pericolosa che si possa amministrare senza politica, che si possa vivere sotto il comando più o meno illuminato di un principe che per vocazione, interesse, obbligo, senso dello Stato, governi rendendo conto a pochi o nessuno. Bologna avrà il sindaco che una cattiva politica gli aveva prima sottratto e poi negato. E alla fine, tutto sommato, ci è andata quasi bene anche con la campagna elettorale. Nessuno ha sbagliato a leggere sentenze e nessuno, scoperto l'errore, lo ha rivendicato, senza scusarsi, come un'opinione politica. Le Istituzioni (di questo si tratta) non sono venute a discutere del grado di pulizia o della bellezza delle donne, come se il vecchio e assurdo adagio della donna bella e scema, si fosse trasformato nell'altrettanto idiota bella e brava. Non ci hanno fatto promesse al limite del voto di scambio e ci siamo addirittura persi le offese becere e ignoranti prima ai magistrati uccisi dal terrorismo, poi a quelli che tentano di fare il loro lavoro e, ciliegina sulla torta, ai figli delle vittime. Siamo rimasti nel nostro grigiore. Tristi, forse un po' anonimi. Ma almeno un gradino sopra il limite minimo di civiltà.

Corriere della Sera di Bologna, 17 maggio 2011

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