A modo mio (7)

Parole e pensieri in libertà. Democrazia partecipativa. Detta in soldoni significa maggiore contributo della gente alle decisioni. Quelle vere, quelle che contano. Uno dei cavalli di battaglia del movimento cinque stele di Grillo è proprio la partecipazione. E Bologna, con quel dieci per cento, è l’esempio più alto di come l’idea possa avere successo. Un risultato così, però, è un vincolo da tutte e due le parti. Per la politica, chiamiamola tradizionale, che non può più far finta di niente. E per il M5S. Se la gente ti vota è per cambiare qualcosa e per cambiare qualcosa non si può restare fuori per sempre. È la sovranità popolare, il mantra che sentiamo ogni giorno dai telegiornali. Il popolo si è espresso. Il sistema migliore, a volte, per giustificare quello che non può essere giustificato. Chi si appella alla volontà popolare ogni quarto d’ora, per esempio, tenta di boicottare il quorum ai referendum, il sistema più diretto che esista per sondare il pensiero della gente. Sembra strano, ma forse non lo è. Perché i primi a non credere alla partecipazione che reclamiamo, siamo noi, inteso come corpo elettorale, che a votare non ci andiamo. Che non permettiamo mai che quel cinquanta per cento venga raggiunto. Se davvero abbiamo tutta questa voglia di metterci in gioco, fra meno di un mese c’è una buona occasione. Mi auguro che non la si voglia buttare via.

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