La crisi a casa Berlusconi

Seconda convocazione delle parti sociali e secondo topolino. Una montagna parecchio gravida.
Berlusconi spiega che faranno tutto, faranno bene, faranno svelto. Poi si informa se qualcuno ha bisogno di un Folletto e si propone per una rapida dimostrazione. Il fido Letta, l'uomo più resistente del mondo dopo Gommaflex, si lascia andare e spiega che tutto sta crollando.
Immagino gli sguardi dall'altro lato dell'incontro.
Poi le proposte.

Due tavoli tematici.
Quello sul lavoro condotto da Brunetta e Sacconi. Il primo pensiero è all'atteggiamento del ministro del lavoro il giorno del "cretino" sfuggito dal seno di Tremonti. Serviranno i secondi.

La Marcegaglia e il resto del mondo chiedono ogni dieci minuti di tagliare i costi della politica.
Un orecchio che sembra più che sordo.

Nel frattempo Bossi mostra il medio, il trota tenta di imitarlo e sbaglia dito (non sto scherzando, cercatevi la foto) e la Lega - quella che due giorni fa dichiarava di aver avuto un'idea geniale - spiega che la patrimoniale non si fa, le pensioni non si toccano, le imprese non si toccano, la Padania non deve pagare un centesimo.

Che facciamo, rapiniamo la Merkel?

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