Le intercettazioni, libera stampa in libero Stato?

Dopo la decisione sulle intercettazioni di oggi – è bastato uno schiocco di dita di Berlusconi, dice la Bongiorno – che vieta la pubblicazione per riassunto e per contenuto delle telefonate intercettate in un'inchiesta, è evidente che il governo dell'ameno paesello non ritiene importante o grave quello che i suoi membri (alla lettera) dicono o fanno, ma che ci sia qualcuno che possa farlo sapere.
Se da qualche parte in Italia esiste ancora una stampa che voglia tentare di definirsi libera, è arrivato l'ultimo avviso per alzare la mano.
Le chiacchiere stanno a zero, dicono da qualche parte.
Chi tenta di proteggersi le chiappe è passato alle vie di fatto.
Chi, per proteggere quelle chiappe, rischia le proprie, dovrebbe decidere una volta per tutte se gradisce essere il lato passivo della sodomia.
E, in caso negativo, che cosa ha intenzione di fare per reagire alla fogna.

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