Davide Boni e le parole

Dice l'accusa e dicono gli accusatori che le tangenti si dividevano in maniera precisa.
Due terzi, pro quota, ai partiti che reggevano la giunta di Cassano, PDL e Lega.
Un terzo, invece, ai professionisti che si occupavano di raccoglierle.
Dagli imprenditori, quindi, ai partiti con una sorta di provvigione per i raccoglitori.

Dice Davide Boni, presidente del consiglio regionale della Lonbardia: "sfido chiunque a dimostrare che abbia mai preso una lira per arricchirmi personalmente".

Bene, le parole sono importanti. Molto e sempre.
Al di là del refuso lira / euro, c'è un avverbio che fa la differenza.

Personalmente.

L'accusa non dice che Boni si è intascato i soldi. Dice che i soldi finivano alla Lega.
Quell'avverbio può essere tre cose.
Un fallo di confusione, un altro refuso o un dettaglio voluto su cui vale la pena di riflettere.

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