Ballottaggi: una riflessione e qualche numero

Siamo tornati al '93?
Se è vero che la storia si presenta due volte, una in tragedia e una in farsa, la questione comincia a preoccuparmi.
Di certo un problema la politica ce l'ha.
Ma non sentiamoci estranei.

Le amministrative si possono guardare in due modi.
Contando chi ha vinto, la somma algebrica pura dei comuni conquistati.
E non c'è dubbio che vincano il PD e Grillo.
O provando a contare i voti, il rapporto della politica con i partiti. Vecchi e nuovi che siano, anche quelli che partiti non lo vogliono essere perché il nome gli fa un po' schifo.
La seconda strada, in questo momento, mi interessa di più.

Come succede spesso, i numeri parlano più delle percentuali.
Per capirli, basta una banale consultazione sul sito del ministero dell'Interno. I dati elettorali sono tutti lì.
Ho fatto un campione banale su tre città. Parma, Como, Monza.
Il confronto è fra le elezioni di domenica e quelle del 2008. Erano politiche, certo. Elezioni diverse. Ma le differenze fanno paura.

A Como il centrosinistra vince al ballottaggio con circa il 75%.
I numeri, però, sono impietosi.
Nel 2008 il PDL ne aveva presi circa 18mila, la Lega 10mila, il PD 14500.
Questo giro il PDL ne ha 4.900 (-13.200), la Lega 2.700 (-7.300), il PD 5.700 (-8.700).
In sintesi ogni partito fra i maggiori ha perso una quantità che varia fra il 60% e il 75% dei suoi voti.
Voti che non sono andati a Grillo, che ne fa 1.800. E che sembrano finire dritti negli astenuti. Mancano all'appello circa 23.000 elettori e i partiti ne perdono nel complesso 29.000. Tolti i 1.800 dei 5 stelle, il conto è facile.

A Monza, musica simile.
Nel 2008: PDL 28.500 voti, Lega, 12.700, PD 24.500.
Domenica: PDL 9.233 (-19.000, circa il 70% in meno), Lega 3.600 (-9.100, -70% circa), PD 11.700 (-12.800, -47% circa).
In totale mancano circa 40.000 voti. Grillo ne prende 4.800, gli elettori che sono rimasti a casa sono 34.000. Fate voi il conto.

Poi c'è Parma.
Nel 2008: PDL 32.000, Lega 10.600, PD 47.000.
Domenica: PDL 3.200 (-28.800, -90%), Lega 2.000 (-8.600, -80%), PD 17.400 (-29.600, -63%).
In totale ne mancano 66.000. Grillo ne prende 13.800, gli elettori rimasti a casa sono 24.000.
Qui la faccenda è un po' diversa e se andate a vedere la quantità infinita di liste civiche che si sono presentate, è facile capire che il problema era chi votare, non se votare.

Ecco, contando i numeri, è facile vedere che non ha vinto nessuno, nemmeno Grillo.
Perché la gente sta a casa e non riconosce nemmeno il Movimento 5 stelle come alternativa possibile.
Il conto è facile, anche a Comacchio, dove il PD perde 2.500 voti, gli elettori che mancano sono più di 3.000 e Grillo ne porta a casa 1.900.
La gente non vota, non riconosce diverso – è il caso di Parma – nemmeno chi non ha toccato l'amministrazione della città dai tempi di Ubaldi.

Il nuovo non avanza, semplicemente non c'è.
In questo senso, è chiaro, siamo tornati al '93.
Il vuoto politico era enorme ed è tornato ad esserlo.
Una marea di gente non sa per chi votare e non voterebbe nessuno di quelli che si presentano.
Un sondaggio di due giorni fa dice che quasi la metà degli elettori vorrebbero votare qualcosa che non c'è.
Qualcosa che, di qui a un anno, arriverà. Ne sono certo.

Forse, Luca di Montezemolo.

PS:
Avrei voluto parlare anche di società civile, un argomento che mi interessa molto e che il Movimento 5 Stelle racchiude molto bene.
Questo post, però, sarebbe diventato ancora più lungo. Ci aggiorniamo a stasera.

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