Le primarie del PD e la coalizione di Renzi

Ogni giorno se ne sente una nuova.
Fra un paio di settimane si vota per le primarie del PD e oggi la gioiosa macchina da format Renzi-Gori produce una nuova perla.
Questa, però, è davvero degna di nota.
Dice Renzi ad Avvenire: "Il Pd di Renzi puo' correre e vincere da solo. Senza i partiti, con gli italiani. Io mi presento con le mie idee, con i miei progetti".
Uno ascolta e si fa delle domande.

Per rispondere, va sul sito delle primarie, scarica il codice di comportamento dei candidati, quello che hanno dovuto firmare per la partecipazione.
E legge che il codice "disciplina il comportamento dei candidati alle primarie della coalizione di centrosinistra" e che ogni candidato firma per partecipare e si impegna a "rispettare le norme in esso contenute". Poi, proprio per non credere di aver capito male, torna sulle home page del sito e guarda chi sono i candidati.
E trova Bersani, Renzi e Puppato, tutti PD. E Vendola, SEL. E Tabacci.

Così, alla fine, la conclusione è banale.

Renzi si è candidato alle primarie della coalizione di centrosinistra, a cui partecipano candidati che non sono del PD, ma di partiti che fanno parte della coalizione. Ha firmato un documento che parla di coalizione di centrosinistra e si è impegnato a rispettarne le regole. Però, se vince, non vuole una coalizione fatta così, anzi non vuole nessuna coalizione.

Un altro che parla di regole e si fa semplicemente gli affari suoi.

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