Arma di fine mondo e esercitazioni tecnico tattiche

Dice Renzi: abbiamo perso, non pugnalo Bersani alle spalle, Grillo va sfidato, non inseguito. (qui il pezzo completo)

Dice Bersani: andiamo in Parlamento con 8 punti precisi e vediamo chi ci sta. (qui l'intervista completa a Repubblica)
E il riferimento al M5S non è puramente casuale.

Dice Grillo: se Bersani e Berlusconi proponessero la modifica della legge elettorale e i tagli alla politica, sosterremmo subito un governo del genere. Ma non lo faranno. E comunque non voteremo mai la fiducia a nessun governo. (qui la ripresa di Repubblica dell'intervista Focus)

Se la politica è tecnica, comunicazione e tattica, ma anche sostanza, allora alcune cose mi sembrano importanti.

1. Sto con Pippo Civati (http://www.civati.it): con quegli otto punti, chiari, diretti, sintetici, magari (aggiungo io) sparandoci sopra un po' di demagogia si doveva fare la campagna elettorale. In un Paese a maggioranza supersuperficiale (non è un refuso) occorre parlare chiaro, diretto, immediato. Quella roba c'era nel programma e non se n'è accorto nessuno. Meglio tardi che mai, ma la prossima volta ricordarselo.



2. Ho combattuto Matteo Renzi alle primarie e continuo a pensare che non sarebbe cambiato nulla se avesse vinto, ma non ho nessuno problema a dire che ora ha ragione e che la linea di D'Alema, una camera al PDL e una a Grillo, non sta ne in cielo ne in terra. Dal punto di vista della sfida a Grillo (sacrosanta, ora) la proposta Bersani mi pare la migliore, l'unica. E, confesso, in questo momento non mi preoccupa Bersani, mi preoccupa il PD. Lo stesso che, immagino, nel caso in cui la proposta di Bersani andasse a buon frutto si schiererebbe sorrisi e pacche sula spalle dietro al segretario. Che sia (anche) questo il problema?

3. La proposta di Grillo assomiglia al comportamento di uno studente che, prima di un'interrogazione programmata per cui non è preparato, va dal vicino di banco e dice: offriti tu, per favore, se vuoi ti suggerisco. Troppo comodo.
Le chiacchiere, come dicevo qualche giorno fa, stanno a zero anche e soprattutto per lui.
Se quello che conta sono le proposte (lo dice ogni due per tre) allora ci sono già negli otto punti, ne il PD nè il M5S hanno bisogno di Berlusconi. I voti ci sono.
Di più, sia il PD che il M5S hanno l'occasione di chiudere politicamente la stagione di SB in Italia. Basta una legge sul conflitto di interessi, per esempio. O sull'incandidabilità dei condannati in primo grado. Non una legge contra personam, ma una legge ad iustitiam.

E ancora di più: un Parlamento come questo ha la possibilità di votare secondo ragione quando – e capiterà – qualche Procura chiederà di agire nei confronti di Berlusconi & C. Archiviare definitivamente una stagione. Di fatto, anche se in maniera confusa, il voto lo chiede, lo urla.
Si può ascoltare la richiesta (qualcuno / tutti) o tapparsi le orecchie (qualcuno / tutti)

E' troppo facile votare le proposte che ti piacciono e contemporaneamente poter urlare all'inciucio PD/PDL fino alla prossima campagna elettorale.
Tra l'altro, se ai montiani l'idea Bersani piacesse, a Grillo basterebbe uscire dall'aula al Senato. Cambiare le cose vuol dire anche prendersi la responsabilità di farlo.
Altrimenti (per usare il suo stesso linguaggio) è solo una paraculata e vale la pena dare credito all'idea di Emiliano. Il governo lo fa Grillo e gli altri decidono se votarlo.

Nell'intervista a Focus (ma i giornali/settimanali italiani fanno tutti schifo? I giornalisti italiani fanno tutti schifo? Vuoi governare l'Italia o un altro Paese?) traccia un quadro economico in parte condivisibile e prevede la catastrofe nei prossimi sei mesi. Siccome le Istituzioni hanno delle regole e nelle Istituzioni anche la forma è sostanza, non sarà possibile andare a nuove elezioni prima di sei/sette mesi. Lo stesso Grillo, subito dopo il voto, disse: I partiti hanno sei mesi di vita poi finisce tutto, in qualche modo sostenuto dal pezzo di Loretta Napoleoni sul Corriere.

Bene, se è così, se sta parlando sul serio e la sua previsione è esatta, se non siamo nell'ambito di qualche esercitazione tecnico tattica, Grillo sta giocando con Arma di fine mondo.
Fra sei mesi l'economia italiana collassa, andiamo tutti a casa e lui, novello Noè, traghetta noi poveri animali in un mondo sommerso.
Se così accade è così sicuro che la colpa ricadrà sui partiti tradizionali? E' così sicuro che non gli accadrebbe quello che è successo a Monti, intascare il malcontento anche dei disastri di SB? E vincere con il 51% (al di là delle questioni non marginali di democrazia) vale lo scenario che ha dipinto a Focus?

Per questo, credo, la responsabilità del gioco ora sta sulle spalle degli eletti, oltre che di Grillo e Casaleggio.
Perché malgrado i diktat di Casaleggio saranno loro a premere o non premere il pulsante, loro a decidere che rifiutano le proposte comuni offerte dal partito di maggioranza relativa, loro a restare in aula o non restare, loro ad alzarsi in piedi alla Camera e al Senato e ad argomentare, a dire quello che pensano e non lo faranno in un piccolo paese come Mira o in una città di 180mila abitanti come Parma, ma in diretta televisiva e davanti a tutta la Nazione (le dirette parlamentari ci sono da secoli, chi vuole lo streaming dovrebbe saperlo, così come i verbali dei lavori parlamentari sono online e pure quelli delle commissioni non secretati).

In sintesi, per restare nella metafora, qualcuno dovrà metterci la faccia per conto di Grillo, rispondere a quell'interrogazione per cui il politico (cito Dario Fo a Zeta: chi fa politica è un politico) Beppe Grillo ha delegato qualcun altro.
E a quel punto, se credono davvero in quello che dice il loro capo, dovranno decidere (loro, non altri, in proprio non conto terzi) se premere il pulsante "Vedo" o prendersi la responsabilità di usare Arma di fine mondo.
Con la consapevolezza che quell'arma colpirà tutti. Anche loro.

(qui trovate tutte quello che ho scritto sulle elezioni 2013)

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una risposta

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  • LE CHICCHERE STANNO A ZERO | GIULIOCAVALLI.NET
    02-03-2013 - 14:59:43 Rispondi

    [...] Oggi Patrick Fogli riflette e rilancia: [...]

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