La proposta

Guardo la conferenza stampa di Vito Crimi e Roberta Lombardi, capigruppo del M5S nel nuovo Parlamento. La guardo proprio, in diretta, live su SkyTG24.

Dicono i capigruppo: "proporremo a Napolitano un governo a 5 stelle e sarà la nostra unica proposta."

Ora, mi piacerebbe che gli amici a 5 stelle capissero che i voti in democrazia non si pesano, si contano. E che un elettore PD, uno PDL, perfino uno di Forza Nuova, vale tanto quanto uno a 5 stelle.
E nel famoso conteggio dei voti di cui sopra un elettore su quattro ha votato loro, ma 3 su 4 no.

In democrazia sarà un dettaglio vecchio e 1.0, ma conta.
I 5 stelle dovrebbero saperlo, è il famoso uno vale uno.

Non c'è nulla di democratico nel terzo che vuole governare da solo, le elezioni si fanno per determinare il consenso della politica nel Paese e i governi nascono in base a questo.
Chi dice di voler mettere il parlamento al centro di tutto, dovrebbe saperlo, perché il Parlamento (appunto) funziona così.

Precisato questo dettaglio, dato per scontato che non si esprimono su un governo senza i partiti (ma visto quanto hanno urlato al golpe per Monti...) e preso atto che i 5 stelle amano i partiti quanto si possa amare la varicella, provo con un periodo ipotetico dell'irrealtà.

Se Napolitano dice va bene, andate e propagate il Verbo e loro fanno un governo e vanno alle camere a chiedere la fiducia (altra roba 1.0, ma necessaria) i voti dei partiti dovranno prenderli.
Alla camera il PD è autosufficiente, al senato i 5 stelle hanno meno di 60 voti su 315.

Il rapporto con i partiti, in pratica, è putrido se sono i 5 stelle ad appoggiare le proposte altrui, ma ricevibile se sono i partiti 1.0 a sostenere il (molto minoritario) nuovo che avanza.

Chiudo con una nota: sia Grillo che Casaleggio dicono che molleranno la politica se gli eletti daranno la fiducia a un governo.
Se la linea di chi andrà in Parlamento è così drastica e convinta, a che scopo precisarlo con quella nettezza?

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× 5 = quaranta