Neve

neveA volte il modo in cui nascono le storie è una storia a sua volta.

Ho conosciuto Stefano Incerti un giorno di molti anni fa.
Era convinto che L'ultima estate di innocenza potesse diventare un grande film e io con lui.
Siamo ancora tutti e due della stessa idea e magari un giorno riusciremo a realizzarla.

Nel frattempo, quel primo contatto è diventata stima reciproca e amicizia, l'amicizia uno scambio di idee, ipotesi di storie, immagini e suggestioni.

E da quello scambio adesso è nato Neve, il film di cui abbiamo scritto insieme soggetto e sceneggiatura e che parteciperà in concorso al Noir in festival di Courmayeur.

Neve è un noir o un road movie o la storia di due solitudini che cercano con disperazione di sopravvivere o cambiare. Neve è un film in bianco, avvolto in un paesaggio che non è contorno, ma parte della storia, personaggio, personaggio principale.
E non lo è, come si dice spesso, per modo di dire.

Neve è un progetto coraggioso, realizzato senza contributo statale, senza prevendita televisiva, solo con il sostegno di Media e un budget ridotto, un film in cui tutti quanti abbiamo creduto, perché nelle storie che vanno raccontate continuiamo con forza e disperazione a crederci tutti i giorni.

Neve è la storia di Donato (Roberto De Francesco), lo incontriamo per la prima volta alla guida di una vecchia automobile, con un paio di sci sul tetto. Controlla la strada, controlla un libretto di appunti scritto con una calligrafia nervosa, cerca qualcosa.
Sulla stessa strada una macchina di lusso scarica Norah (Ester Elisha), la scarica alla lettera, la buttano fuori dall'auto e se ne vanno, come una cosa, un'oggetto che non ti serve più.
Donato la soccorre, lo fa perché non può non farlo, anche se non vuole e da quel momento le loro storie diventano una storia sola.
Perché Donato non è uno sciatore in viaggio e nemmeno un turista, è alla ricerca dei soldi di una rapina e non è un rapinatore, non è un delinquente, eppure nasconde una pistola e un segreto e un sogno ancora più ingombrante.
E Norah vuole quei soldi, ne ha bisogno, perché ne ha rubati altri, perché le daranno la caccia, perché anche lei ha bisogno di cambiare vita e voltare le spalle al passato e anche lei ha un segreto e un sogno che quel denaro può risolvere.

Fuggono tutti e due, per strade diverse, con obiettivi diversi e forse tutti quei soldi potrebbero avvicinarli.
O di completare l'ultimo passo delle loro vite solitarie e tragiche.

 

Neve
Un film di Stefano Incerti
Soggetto e sceneggiatura: Patrick Fogli e Stefano Incerti
Scenografia; Renato Lori
Costumi: Ortensia De Francesco
Suono in presa diretta: Emanuele Cecere e Francesco Sabez
Musiche originali: Francesco Galano
Montaggio: Dario Incerti
Fotografia: Pasquale Mari con Daria D’Antonio
Una produzione eskimo
Prodotto da Dario Formisano e Stefano Incerti
Sviluppato con il supporto del Programma MEDIA dell’Unione Europea

con
Roberto De Francesco: Donato
Esther Elisha: Norah
Massimiliano Gallo: Gaetano
Antonella Attili: La parrucchiera
Angela Pagano: La signora Santini

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2 risposte

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  • ALBA
    04-12-2013 - 00:11:53 Rispondi

    Ciao Patrick, da molto volevo scriverti sai? Ma manca sempre il tempo e/o quando ne hai, sembra che non si riesca nemmeno a cominciare una mail che hai tutta nella testa. Qualche tempo fa, ho letto il tuo ultimo libro e ti confesso che mi è piaciuto infinitamente! LA PUNTUALITA' DEL DESTINO è riuscito a rubarmi di nuovo l'anima di lettrice, come fece L'ULTIMA ESTATE DI INNOCENZA. Si, ne verrebbe fuori un gran bel film! Tu ed Incerti avete perfettamente ragione. Ora, leggendo della tua sceneggiatura, mi sono già innamorata di quello che sarà il film: NEVE. Cui non mancherò come spettatrice. Ma credo che prima, leggerò il tuo prossimo romanzo, che attendo con ansia! Grazie di tutto, Patrick e buon lavoro.

    PATRICK FOGLI
    04-12-2013 - 00:11:53

    Grazie a te!

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