Un Natale di libri, film, serie televisive

Piccoli consigli natalizi, dove natalizi si intende solo perché in vacanza c'è un po' più di tempo per godere di cose belle.
Una serie televisiva, un paio di film e qualche libro.

Serie televisive

Breaking Bad
Il motivo è immediato, è perfetta.

Guardo serie televisive da molti anni e ogni tanto capita di trovare un mezzo miracolo.

Le prime tre stagioni di Lost, per esempio, con le puntate iniziali a ribaltare completamente l'orizzonte degli eventi e lo spostamento continuo del confine fra verità e menzogna. Peccato per il delirio spazio temporale successivo, un po' quello che è successo con Fringe.

La stagione iniziale del subito cancellato Rubicon.
La prima di The killing, che se si fosse conclusa subito sarebbe stato un piccolo gioiello. O le prime due di Luther.



Sulla buona strada per il capolavoro o la delusione viaggiano Homeland e The newsroom, ma fra quelle concluse non c'è gara, Breaking Bad è perfetta.

È l'unica che riesce nell'impresa di costruire una storia coerente lungo tutto l'arco delle cinque stagioni, un capolavoro di scrittura e tenuta, recitazione, evoluzione del personaggio, tono, coraggio. L'unico caso in cui, a giudicare dal risultato finale, chi ha lavorato alla realizzazione conosceva tutta la storia, fino al gran finale.



Quindi, se volete infilarvi in un loop per nulla buonista che monopolizzerà il vostro Natale, guardate Breaking Bad. E se non avete tempo per Natale, fatelo a feste finite.

Film

Due capolavori, uno ad inizio anno e uno alla fine.

Il primo lo potete trovare in DVD, per il secondo vale la pena spendere 8 euro e appoggiare il sedere sulla poltrona di un cinema.
Una cosa li accomuna, sono film che si sarebbe potuto realizzare in qualsiasi Paese del mondo, perché il fondo di entrambi è il cinema, una storia da raccontare, enorme la prima, minuscola la seconda, che richiede solo i fondamentali.
Scrittura, regia, recitazione, fotografia. Non ci sono effetti speciali con cui sorprendere lo spettatore. Solo cinema alla stato puro.

Zero Dark Thirty lo trovate in DVD.
E' l'ultimo film di una regista che adoro, Kathryn Bigelow (più Strange Days e The hurtlocker che Point Break).
Candidato all'Oscar nel 2013 (se ve li siete persi, anche Amour e Re della terra selvaggia), racconta la caccia a Osama Bin Laden.
Non è un film di guerra, non è un film di spionaggio, è grande cinema e basta.



Still life è in sala in questi giorni.
La storia è piccola piccola, un impiegato comunale che si occupa di reperire i parenti delle persone morte sole, per comunicare la perdita e organizzare un funerale che va sempre, regolarmente, deserto.
Nel mio personalissimo cartellino (cit.) è il film più bello dell'anno.
Se avete più tempo, non perdetevi nemmeno Il passato.



Libri

Qui il consiglio è meno articolato e si fonda su un'idea di base, quella che divide i libri che amo da quelli di cui posso fare a meno.
Una storia da raccontare e la scrittura per raccontarla. La scrittura giusta per quella storia, perché non tutte hanno bisogno dello stesso tono, ma un romanzo senza scrittura non è nulla. Giulietta e Romeo è una banale storia d'amore e di odio, ma non tutte le storie d'amore sono Giulietta e Romeo, Shakespeare fa la differenza.
Con queste premesse basta un elenco. Sono tutti stranieri, con due eccezioni.
Stoner, John Williams (trad. Stefano Tummolini).
Canada, Richard Ford (trad. Vincenzo Mantovani).
Open, Andre Agassi ci mette la storia, J.R. Moehringer la scrittura e Giuliana Lupi la traduzione.
Il senso di una fine, Julian Barnes.
Guardami o Il tempo è un bastardo, Jennifer Egan (trad. Matteo Colombo, Martina Testa).
Meridiano di sangue, Cormac McCarthy (trad. Raul Montanari).
Tutta quell'acqua, Luigi Bernardi. E non chiedetemi perché.
La notte alle mie spalle, Giampaolo Simi.

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