Matteo Renzi: slide, Italicum e una strana idea di Stato

elenco_196545Sono molto d'accordo con quello che ha scritto Giannini, su Repubblica di oggi.
Non ci sono documenti scritti, solo le slide, siamo di fronte alla richiesta di un atto di fede, quindi non c'è niente di niente da commentare, solo il keynote (d'altra parte si parlava anche di Jobs act). Si può, al più, far notare che il documento del governo che viene vergato con il layout grafico della campagna elettorale delle primarie di Renzi e senza nessun simbolo istituzionale rappresenta l'ennesima personalizzazione dello Stato, ma è quasi un dettaglio.

Quello che c'è da commentare, invece, è la ciofeca di legge elettorale partorita alla camera (ben lungi dall'approvazione, sia chiaro), i capitomboli linguistici e di opinione sia di chi l'ha proposta che di chi l'ha votata anche se gli faceva schifo, nella speranza che succeda qualcosa di meglio e il fatto che al Senato, dove il PD non ha la maggioranza, si ballerà un bel po' e su questioni non marginali.
Premetto la critica: non considero argomento dialettico valido il fatto che il Porcellum faceva schifo e nemmeno che Renzi ha fatto qualcosa, mentre prima stavano a guardare. Le cose si giudicano nel merito. Un calcio nelle palle è rapido, ma fa parecchio male.

Non sono per forza innamorato della rappresentanza a tutti i costi, ma ci sono un paio di casi divertenti, quasi al limite del grottesco.
Pensate a un grande partito, due a caso, il PD o Forza Italia. Potenzialmente entrambi arrivano intorno al 25%, Il PD oscilla, nei sondaggi fra il 27% e il 34%, ma poco importa. Quei due grandi partiti si presentano in coalizione con una serie di partiti più piccoli. Forza Italia con tutta una galassia, da Fratelli d'Italia alla Lega a tutti quelli che volete.

Ora immaginiamo che la coalizione del mega partito con i satelliti ottenga il premio di maggioranza, al primo o secondo turno che sia.
A questo punto si becca una parte di deputati omaggio, col premio. Ma a chi vanno? Solo ai partiti che superano, dentro la coalizione il 4%.
Risultato: se hai votato Crosetto, hai eletto Brunetta. In pratica, nel caso del centro destra, se voti Fratelli d'Italia o la Lega, eleggi uno di Forza Italia. Nel centro sinistra se voti Tabacci eleggi la Boschi.
I partiti piccoli portano acqua e il partito grande si becca l'eletto. Un vero cambio di verso.

Ora, siccome nessuno è fesso e se ti porto voti voglio seggi, il risultato potrebbe essere doppio.
O un megalistone con tutti i partiti della coalizione messi insieme e la suddivisione dei capilista secondo i rapporti di forza oppure i capi bastone dei piccoli, candidati con il partito grande. E dal momento che non esiste vincolo sulla realizzazione dei gruppi parlamentari, una volta dentro ci si ricompone secondo gli schieramenti, alla faccia del potere dei piccoli messo in cantina.
Paradosso per paradosso se i piccoli decidessero, per ripicca, di coalizzarsi fra loro, otterrebbero un risultato ancora più divertente.
La soglia per le coalizioni è il 12.5%, quella per i partiti, nelle coalizioni, il 4.5%.
Quattro partiti del 3.5% superano il 12.5%, ma non prendono nessun parlamentare.
La coalizione con un partito del 4.7%, coalizzato con due partiti del 4.3%, passa la soglia e il partito del 4.7% becca tutti gli eletti anche degli altri.
Fantastico, eh? Tutto quanto al netto di più di un sospetto di costituzionalità dopo la sentenza della Consulta.

Come corollario, occorre ricordare che la legge elettorale è un modello matematico.
E il modello matematico dell'Italicum dà risultati da macchina impazzita. Leggetevi questo articolo, per farvi un'idea.
Visto che si dice che con le liste corte di fatto si decide chi viene eletto.

Sulla finta cancellazione delle province, se ne avete voglia, sentite cosa ne pensano gli enti locali. Parlo dei comuni, tanto per precisione.
In ultimo si sta pensando di riformare/cancellare/svoltare il Senato, con una legge pateracchio e senza capo né coda che pretende di riformare il bicameralismo in venti giorni e con un Senato che cambia composizione a giorni alterni, senza che si capisca che cosa dovrebbe fare una volta composto.

Il tutto in nome della velocità.
Che, tanto per dire, è una dote se corri i 100 metri, ma in molti altri campi (anche piuttosto godibili) è tutt'altro che una buona idea.

Condividi

nessuna risposta

Iscriviti ai commenti con RSS o TrackBack a 'Matteo Renzi: slide, Italicum e una strana idea di Stato'.

Lascia una risposta


uno + 9 =