Matteo Renzi, il Senato, il Governo e la Terza Repubblica

matteo-renzi-senatoSi sta delineando, la maxi riforma delle Istituzioni che dovrebbe transitarci alla nuova Repubblica e di cui la legge elettorale ferma al Senato è solo il primo passo. Siccome il diavolo si nasconde nei dettagli e una somma di dettagli sono in grado di costruire un quadro particolare, vale la pena mettere insieme quanto è noto. Lo schema istituzionale è questo:

1. Il leader di uno dei maggiori partiti controlla il partito. O attraverso le primarie (che nel caso del PD permettono di avere la maggioranza dovuta in direzione) o grazie al fatto che del partito è il proprietario (Grillo e Berlusconi). E' lui che dà la linea e il dissenso interno è un dettaglio che si può bypassare in molti modi.

2. La legge elettorale consente di eleggere (di nuovo) dei nominati. Questo significa che il leader che vince ha, nelle liste, i fedelissimi, quelli che gli garantiranno di seguire fedelmente la propria linea politica. E di votare i provvedimenti.

3. Al Senato (che non viene abolito) vanno gli enti locali. Regioni e comuni in prima persona, i presidenti e i sindaci. Tutta gente che, per ovvi motivi, dipende da quanto è largo il cordone della borsa del governo centrale che, di fatto, ha il potere di influenzarli parecchio, promettendo anche a livello locale. Voglio vedere quali sindaci o presidenti di regione avranno il coraggio di contraddire fino in fondo l'organo che gli fornisce i soldi di cui vivere...

4. Il presidente del Consiglio ha il potere di revoca dei ministri, potere che non passa più (solo?) dalla mozione di sfiducia parlamentare, ma dalla volontà di una persona. E' chiaro che si tratta di un bel ridimensionamento del potere di ogni ministro e della sua capacità di ragionamento singolo. Se il tuo capo può cacciarti quando vuole, il pensiero viaggia bello vincolato.

5. I decreti del governo avranno una corsia preferenziale in Parlamento che entro 60 giorni dovrà promuoverli o bocciarli. Di fatto un governo che decreta molto limita alla grande l'indipendenza dell'assemblea, ridotta alla fine a un puro votatoio.

Ora, nessuno di questi punti, preso da solo è una tragedia, si tratta di singoli disastri più o meno grandi.
Ma messi insieme costituiscono il disegno di un nuovo tipo di Stato, che va addirittura oltre il presidenzialismo.
Negli Stati Uniti, per esempio, ci sono le elezioni di medio termine che vincolano il potere dell'inquilino della Casa Bianca, spesso alle prese con un parlamento a maggioranza opposta. E, come se non bastasse, i parlamentari sono votati, non nominati. In Francia c'è il semipresidenzialismo e una legge elettorale uninominale a doppio turno, in cui chi vota sa con esattezza chi vota.

Il sistema Italia che nasce dalla testa di Matteo Renzi assomiglia invece a un plebiscito, non si vota più un'idea di Stato e nemmeno un partito, ma una persona che controlla il partito (punto 1), i suoi parlamentari e la Camera che gli dà la fiducia (punto 2), l'altra camera (punto 3), il governo e i ministri (punto 4) e l'attività del parlamento (punto 5).

Ce ne rendiamo almeno conto?
Vogliamo parlarne e dire che non è solo un'idea bislacca di democrazia, ma una gigantesca porcata, potenzialmente pericolosa?
Si può iniziare una discussione o anche di questo, renzianamente, ce ne dobbiamo fare una ragione?

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2 risposte

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  • AURORA CAPUTO
    26-03-2014 - 19:20:18 Rispondi

    Messo tutto così in ordine, quello che sta succedendo fa impressione. Almeno impressiona me. Tutto cambia e diventa un'altra cosa. Si proprio una cosa non pensata e valutata. Sicuro che tutto questo coincide co la Costituzione attuale? A me sembra di no.

    PATRICK FOGLI
    26-03-2014 - 19:20:18

    In realtà abbastanza.
    La cosa più difficile da far passare è l'Italicum, nel senso che ha gli stessi problemi della legge bocciata dalla Consulta.
    Quanto al Senato, nemmeno si sa a cosa dovrebbe servire, il modello è la Germania dove c'è il Federalismo...

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