Di libri, classifiche, auguri

libri:
, 22 dicembre 2015 3:57 pm

libri-nataleÈ tempo di classifiche, che noia.
I libri più belli dell'anno, i film più belli dell'anno, gli avvenimenti più importanti dell'anno.
Come se un film o un libro non fossero fatti per restare, non dovessero per forza di cose combattere col tempo, ambire addirittura a qualche forma di eternità.
Come se un avvenimento che si consuma qui e ora non riverberasse i suoi effetti anche dopo, negli anni. Banale da dire, stiamo ancora smaltendo le conseguenze del muro di Berlino, nel frattempo ne costruiamo altri e dimentichiamo.

I libri che seguono, quindi, non fanno classifica e non sono tutti usciti quest'anno.
Per la maggior parte – tutti tranne uno – li ho letti o riletti quest'anno. Prendeteli come consigli per i vostri regali di Natale, sono i libri che vi regalerei.

Il grande califfato, Domenico Quirico.
È il cuore di tenebra di un grande giornalista italiano, uno di quelli che crede ancora che il mestiere si faccia con le suole delle scarpe e gli occhi e le orecchie bene aperte. Un racconto di viaggio, un viaggio nell'abisso degli uomini, scritto in maniera favolosa. Sorprendente e imprescindibile se si vuole capire qualcosa di quello che accade.

Viaggio al termine della notte, Louis-Ferdinand Céline.
Riletto a distanza di oltre vent'anni, è ancora spaventoso, vivo, attuale, dissacrante, lirico. Sfida il tempo, appunto.

Rosso Floyd, Michele Mari
Ogni cosa, da un po' di tempo, mi ritorna ai Pink Floyd. Ma non è un romanzo per fan, parla di musica, dolore, assenza, scelte, gioia. Parla di arte e quindi di vita. E Mari andrebbe letto a prescindere.

Cecità, Josè Saramago.
"I ciechi sono sempre in guerra, lo sono sempre stati" dice uno dei personaggi senza nome. Da rileggere a scadenze fisse. In un tempo immobile, le metafore non scadono mai e l'inquietudine neppure.

Il romanzo della Nazione, Maurizio Maggiani
Ecco, in tali infauste circostanze io l’ho visto, io l’ho visto l’eroe che non muore mai nemmeno dopo che è morto anche dieci volte di seguito. Io l’ho visto l’orgoglio di una Nazione che non ho mai visto. Roba da poco, mi direte, roba da ricovero di vecchi. Sì, certo, è lì che è finita la Nazione, quella che erano lì per fondare sulla resistenza al nazifascismo e via di seguito.
Non vi basta?

Il racconto dell'ancella, Margaret Atwood
Noi eravamo la gente di cui non si parlava sui giornali. Vivevamo nei vuoti spazi bianchi ai margini dei fogli e questo ci dava più libertà.
Vivevamo negli interstizi tra le storie altrui.

Non avete mai letto la Atwood? È ora di cominciare.

Chiudo con altri due libri. Sono i libri di due amiche, faccio coming out subito. In un mondo di scambisti letterari, dove molto è fatto per fare un favore a qualcuno, decidete voi se sono due consigli sinceri o due marchette. Sono due libri molto diversi, scritti benissimo, due libri che non possono lasciare indifferenti.
La resistenza del maschio, Elisabetta Bucciarelli.
Senza ragione apparente, Grazia Verasani.

Buon Natale a tutti.

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