Sala Borsa compie dieci anni.
In realtà li ha compiuti alla fine dello scorso anno, ma è un dettaglio.
Per chi non abita a Bologna o non ha idea di che posto sia, guardatevi qualche foto e spulciate il sito.
A essere sintetici si potrebbe dire che andiamo ben oltre la biblioteca.
Comunque sia, come tutti i compleanni che si rispettino, Sala Borsa festeggia con un’iniziativa che si chiama Lo scrittore bibliotecario.
Mercoledì 29 febbraio, alle 17.30 tocca a me.
Sarò lì, pronto alla chiacchiera, nella sala Scuderie al piano terra.
Parleremo dei libri che mi piacciono e che consiglio. E dei miei.
A proposito dei consigli di lettura, un elenco approssimato per difetto (molto), lo trovate qui.
Oggi Non voglio il silenzio compie un anno.
Un anno difficile, per motivi diversi.
Un anno di cui sono molto orgoglioso, così come sono molto orgoglioso di questo libro, che non diventa mai vecchio, per fortuna o purtroppo, scegliete voi.
Una storia che fatica ad abbandonarmi, anche se ci sono nuovi progetti in arrivo, un romanzo già finito ed è di nuovo ora di rimettersi a scrivere.
Nel frattempo, domani, sarò a Mesagne.
Le informazioni le trovate negli incontri oppure sulla pagina Facebook dell’evento.
Se siete da quelle parti, vi aspetto.
Poi, la prossima settimana, vi racconto come possiamo vederci a Bologna.
Venerdì27 gennaio, alle 15.00, sarà a Pistoia, Biblioteca San Giorgio.
Gli amici del giallo organizzano il festival e nel primo pomeriggio tocca a me.
Parlerò delle stragi del 92/93 e della trattativa Stato-mafia e tenterò di raccontare come si possa scrivere un romanzo sulla nostra storia recente. Presente, forse.
Se siete da quelle parti, vi aspetto.
L’indirizzo lo trovate qui.
E qui il programma del festival

Per chi sta programmandosi il week end, per chi si trova dalle parti di Milano o in Brianza, per chi si fa un giro, insomma, per tutti quelli che ne hanno voglia, domani alle 16.30 sono alla passione per il delitto a parlare di Non voglio il silenzio.
Il posto, Villa Greppi a Monticello Brianza, è anche molto bello.
Il programma completo merita una visita
Stasera alle 21.30 farò qualche chiacchiere con Maurizio Torrealta sul suo libro “Il quarto livello“.
L’appuntamento è alla libreria Ambasciatori di Bologna. E se siete da queste parti, vi aspetto.
Di ritorno da Torino, molto contento, parecchio stanco.
E con tre nomi in testa.
Due sono di donna.
Martina, fa parte della storia che ho appena cominciato a scrivere.
Anna, di quella che scriverò quando avrò finito. O forse durante.
Il terzo, è una vecchia conoscenza che ogni tanto salta fuori.
Gabriele.
Nel frattempo, mentre riordino le idee, un paio di segnalazioni.
Mercoledì parteciperò a Notti contro le mafie.
L’iniziativa si svolge in molte città d’Italia. Per la parte che mi riguarda, sarò a Modena, alla sala Ulivi, in viale Ciro Menotti 137, dalle 20.30.
Qui, comunque, il calendario completo delle iniziative. Se potete, vicino a casa vostra, fateci un giro.
Giovedì, invece, alle 18.30, uno degli utlimi passaggi di “Non voglio il silenzio”.
A Mantova, Libreria Di Pellegrini, via Marangoni 16.
Poi, prendo fiato e mi rimetto a scrivere più spesso.
Nel frattempo, vista l’ora e la giornata, comincio a incrociare le dita.
E vi lascio l’ultima uscita della mia rubrica sul Corriere di Bologna. Questa è del 10 maggio 2011.
Pensavo che il diritto di nascita non facesse parte della lotta politica. Pensavo (beata ingenuità!) che il certificato di nascita c’entrasse con la lotta politica come la maionese con la crostata alle ciliegie. Speravo, ancora più ingenuo, che la memoria servisse come deterrente alle fesserie. Poi, in pochi giorni, ho scoperto che malgrado le apparenze, Bologna e gli Stati Uniti sono più vicine di quanto sembra. La polemica della settimana, sul fatto che Merola non è abbastanza bolognese perché arrivato da queste parti a cinque (cinque!) anni ha un parallelo illustre oltre oceano. Negli Stati Uniti hanno addirittura un nome. “Birther”, appunto. Quelli che dicono che Barack Obama non è nato sul suolo americano e quindi non potrebbe, per legge, ricoprire il ruolo per cui è stato eletto. In una città come Bologna che sembra rinchiusa nel ricordo del suo glorioso passato, mi sarei aspettato un argomento diverso. Basterebbe pensare che il mondo non è finito con il mandato di Sergio Cofferati o con le colonne d’Ercole guazzalochiane. I due sindaci più amati degli ultimi quarant’anni, Imbeni e Zangheri, per esempio, non erano nati a Bologna. In una delle campagne elettorali meno interessanti della storia, mancava solo il suggello finale del certificato di nascita. Dagli Stati Uniti copiamo un po’ di tutto, purtroppo non conosciamo la ricetta per Barack Obama.
Finito il primo giro di presentazioni di Non voglio il silenzio, si comincia col secondo.
Minerbio, la prossima settimana. Poi una nuova serata a Bologna, alla biblioteca del quartiere Reno, il 4 maggio. Il giorno dopo La Spezia.
La settimana dopo Cesena e il Salone del libro di Torino. Poi Mantova e altre in preparazione.
Credo di non averne mai fatte così tante. E di sicuro non è mai stata una soddisfazione così grande come stavolta.
Per chi ha voglia di venire, nella pagina appuntamenti si trova tutto quanto.
Di ritorno da Roma, prima ancora a Napoli.
Lunedì a Palermo, con Nicola Biondo. Alla Feltrinelli in via Cavour, alle 18.
A quel punto, cercherò di scrivere qualcosa.
Per il momento accontentatevi di uno scatto, una immagine breve breve.
Ieri ero a Roma, dalle parti del Parlamento. All’ora di pranzo e nel primo pomeriggio, l’accesso a Montecitorio era murato da mezzi della polizia. Non si passava, nemmeno a piedi.
Solo mostrando il tesserino di parlamentare.
Quando sono tornato per la presentazione, erano le 18.15, il blocco era sparito e la manifestazione di protesta era davanti al portone della Camera.
Perché il blocco era sparito?
Oggi, mi sono beccato la meravigliosa dichiarazione di Reguzzoni, capogruppo Lega.
Ci vuole contengo, dice. Il Paese ci guarda.
Ecco. Appunto.
Speriamo.