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Berlusconi, Fassino e il riposino quotidiano

La notizia è fresca. Berlusconi rinviato a giudizio per la telefonata Fassino-Consorte.
Lui dice che non ha mai sentito quel nastro e per un motivo facile.
Non se lo ricorda. Se lo avesse sentito, non lo avrebbe dimenticato.
Narrano le cronache che la sera in cui gli portano il nastro ad Arcore, Silvio si appisola in poltrona.
Se c’ero dormivo?

07 febbraio 2012 4:24 pm
Berlusconi, Mills e una domanda

Dicono i legali di Berlusconi che il tribunale di Milano è convinto già da ora della colpevolezza del loro assistito.
Quindi li vogliono ricusare.

Quando ho sentito la notizia, mi è venuta in mente una domanda. Quasi un problema di aritmetica. Potete, se vi va, sottoporlo a figli, fratelli e nipoti.

C’era una volta un processo.
Il processo, in origine, era a carico di Berlusconi e Mills. Accusato di corruzione il primo e di essere stato corrotto il secondo.
Grazie a leggine che tutti conosciamo, il processo si è diviso. Prima è toccato a Mills, ora a Berlusconi.

Mill è stato condannato. Il tribunale ha accertato che è stato corrotto.
Chi è il corruttore?

Se rispondete “Berlusconi”, secondo Ghedini e Longo siete prevenuti.

28 gennaio 2012 1:45 pm
Scopri la differenza

Premessa: scrivo sull’onda di una certa insofferenza, qualcosa che a tratti rasenta la misantropia.
E scrivo proprio per questo.

Si può essere d’accordo, oppure no.
Si potrà discutere di quello che succederà, quanto ci farà male e se farà male a tutti, oppure no.
Si potrà lottare contro le misure, lottare con decisione, in piazza, in Rete, dove vogliamo.
Ma, per cortesia, un po’ di coerenza e di buon senso.
Quello che accadrà da lunedì potrebbe non piacermi, ma la sensazione è che sia sgradito come lo sarebbe il taglio di un arto, quando c’è cancrena.
Rassegnarsi a una mano sola o lasciarci le penne. Qualcuno farebbe una scelta diversa?

Nel frattempo, lo dico subito, ho ascoltato Mario Monti al Senato e condiviso molte delle cose che ha detto.
Fuffa? Vedremo. Di certo una fuffa che mi piace abbastanza.
La realtà è entrata dalla porta e si è seduta in mezzo alla stanza.
Dobbiamo cominciare a tenerne conto.

Proprio per questo, non vorrei sentire:

1. Che per fare un governo hanno vuotato le case di riposo, con riferimento all’età media dei ministri. Non me ne frega una beata cippa di quanti anni ha una persona, mi interessa (e molto) cosa fa, come lo fa, che competenze e professionalità possiede, come le mette in pratica. Conosco idioti di vent’anni e di sessanta. E persone intelligente i di vent’anni e di sessanta. A chi fa questo tipo di discorso, in politica e in tutti gli altri campi, chiedo: se ti diagnosticano una malattia e il medico che ti cura ha più di quarant’anni, cosa fai? Ne cerchi uno più giovane. Smettiamola con le fesserie, please.

2. Che questo è il governo delle banche, dei massoni, delle elite. Ci siamo lamentati per secoli della mancanza di competenza, di politici e ministri catapultati dai festini al ministero o piazzati sulla seggiola solo perché fanno parte di un partito e ora che abbiamo la finanza al ministero dell’economia, un prefetto all’interno, una studiosa del lavoro al welfare (e potrei continuare) ci lamentiamo anche di questo?
è un governo che fa riferimento al mondo finanziario? è l’economia, bellezza. Abbiamo adorato Carlo Azeglio Ciampi (mi ci metto anch’io), qualcuno si ricorda dove stava, prima di stare a Palazzo Chigi e al Quirinale? Qual era il suo mondo di riferimento?
è un governo di elite? Certo. Ma come vogliamo scegliere i ministri, col televoto?
O erano meglio gli inquisiti per mafia?

3. Che non c’è differenza fra questo governo e il precedente, se non altro per un motivo logico. Il precedente è qui da tre anni, questo nemmeno da tre giorni. Per altro chi lo dice spesso pensa che dovremm uscire dall’euro e/o fallire e/o garantirci un diritto all’insolvenza, paragonandoci magari all’Islanda (più piccola di Bologna) o all’Argentina (qualcuno ricorda i pianti di chi aveva investito in quei bond? che cosa accadrebbe se invece fossero i nostri Btp?)

In più. Fra i dati politici (ché di questo si tratta) siamo riusciti a notare che non c’è un ministero del federalismo, ma uno della coesione e dell’integrazione?
Fuffa? vedremo, ma uffa che gira in una direzione migliore.

Per rinfrescarci la memoria, ché questo Paese la memoria la usa per ricordare le formazioni della Nazionale, ecco da dove siamo venuti.
Dichiarazioni in ordine sparso, tutte di questa mattina.
Ma potrebbero essere di un giorno a caso e lo sappiamo bene tutti.

A Mario Monti avevo proposto di fare il premier del centrodestra. Tra le ‘offerte’ fatte al presidente della Bocconi c’era anche quella di fare il ministro dell’Economia.
Andiamo avanti con la riforma della giustizia e delle intercettazioni.
Il governo di Mario Monti durerà “quello che decideremo noi per quanto sarà utile per il paese, anche in relazione alla nostra campagna elettorale e secondo quello che ci diranno i sondaggi”.
Come presidente del Consiglio mi sentivo impotente, potevo solo suggerire disegni di legge. Anche i decreti, quando arrivavano al Quirinale, il presidente della Repubblica diceva no a 2 su 3 Ci correggeva con la matita rossa, come una maestra con i bambini delle elementari.
No a qualsiasi forma di patrimoniale.
Ho parlato con Draghi e gli ho chiesto cosa sta facendo la Bce per l’Italia: mi ha parlato di un piano assolutamente ininfluente, che al massimo sposta lo spread di 10 punti. Ridicolo.
Alcuni nostri senatori facciano da collegamento con la Lega, dobbiamo tenerli vicini. Il Carroccio ha deciso di andare da solo ma in base ai sondaggi loro scendono di un punto mentre noi cresciamo.
Il governo di Mario Monti rappresenta una sospensione certamente negativa della democrazia La decisione finale ci è stata praticamente imposta, con i tempi voluti dal presidente della Repubblica”.
Non possiamo lasciare il paese alla Sinistra. E poi a chi? a Di Pietro, Vendola e Bersani. Gli italiani non sono così cretini da dare il voto a questi qua.
Quella delle intercettazioni è una vergogna. Io ho deciso che di non avere più il cellulare.

17 novembre 2011 4:13 pm
Dopo B – A modo mio

Tutto è cominciato a Casalecchio. Era l’inaugurazione del primo ipermercato di Bologna, oggi che spuntano torri di vetro non sembra possibile. In realtà, chi c’era, dice che tutto era partito da almeno un anno, ma la discesa in campo, prima del video con la libreria, è stata proprio lì. Gli anni di Silvio Berlusconi sono il risultato di un’operazione culturale vincente, che non se ne andrà con la fine politica dell’uomo. Un mondo invecchiato per molti versi, ancora di più oggi che la storia e la tecnologia galoppano oltre l’immaginario. Di certo si può già dire che sono gli anni della politica sconfitta, degradata nelle sue Istituzioni, nei compiti, nell’immagine che ha dato alla gente. Lo specchio di un mondo centrato sull’individuo e che in un Paese egoista come il nostro, ha creato danni difficili da riparare. Se di una cosa si sente la mancanza, è proprio di politica vera, in qualche modo antica, di modelli e idee, non di icone. Forse non serve un linguaggio nuovo, basta che oltre la copertina si tentino di scrivere le pagine. Di certo la storia gioca brutti scherzi. E l’uomo che volle sconfiggere la vecchiaia, il signore del consenso, il campione del governo del Nord e della Lega, l’unico a urlare al fantasma del comunismo, che si dimette nelle mani di un signore di ottantasei anni di Napoli, vecchia colonna dell’antico PCI e che nei sondaggi lo sovrasta di quattro volte, è un incrocio del destino che dovrebbe far riflettere, oltre che sorridere.

Uscito martedì 15 novembre sul Corriere della Sera di Bologna

Traditrice

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13 novembre 2011 1:24 pm
Prestigio?

22 ottobre 2011 12:10 pm
Assestamento?

Il Governo va sotto sull'assestamento di bilancio

La Corte dei Conti dice che la riforma fiscale non ha copertura.

Il ministro delle Finanze, il ministro dell’Interno, il ministro delle Riforme, non votano l’assestamento di bilancio e il governo va sotto.

Cicchitto e Gasparri consigliano al governo di richiedere la fiducia.

Il decreto intercettazioni sparisce dagli ordini del giorno.

Alla lunga, dai consigli si passa alle vie di fatto.

In Vacca

Altan, Repubblica e il Banana

06 ottobre 2011 2:14 pm
categorie: italia
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