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La Lega, il beauty contest e la memoria dimezzata

La Lega è contraria al Beauty contest per l’assegnazione delle frequenze televisive.
È contraria anche all’Imu.
È contraria agli scaloni sulle pensioni.
Prima, la cena sotto mano, ho avuto un vuoto di memoria.
Chi è che aveva messo insieme quei provvedimenti? O, meglio, chi governava prima?
Fanfani? Tambroni? Scelba?

09 dicembre 2011 9:42 pm
Scopri la differenza

Premessa: scrivo sull’onda di una certa insofferenza, qualcosa che a tratti rasenta la misantropia.
E scrivo proprio per questo.

Si può essere d’accordo, oppure no.
Si potrà discutere di quello che succederà, quanto ci farà male e se farà male a tutti, oppure no.
Si potrà lottare contro le misure, lottare con decisione, in piazza, in Rete, dove vogliamo.
Ma, per cortesia, un po’ di coerenza e di buon senso.
Quello che accadrà da lunedì potrebbe non piacermi, ma la sensazione è che sia sgradito come lo sarebbe il taglio di un arto, quando c’è cancrena.
Rassegnarsi a una mano sola o lasciarci le penne. Qualcuno farebbe una scelta diversa?

Nel frattempo, lo dico subito, ho ascoltato Mario Monti al Senato e condiviso molte delle cose che ha detto.
Fuffa? Vedremo. Di certo una fuffa che mi piace abbastanza.
La realtà è entrata dalla porta e si è seduta in mezzo alla stanza.
Dobbiamo cominciare a tenerne conto.

Proprio per questo, non vorrei sentire:

1. Che per fare un governo hanno vuotato le case di riposo, con riferimento all’età media dei ministri. Non me ne frega una beata cippa di quanti anni ha una persona, mi interessa (e molto) cosa fa, come lo fa, che competenze e professionalità possiede, come le mette in pratica. Conosco idioti di vent’anni e di sessanta. E persone intelligente i di vent’anni e di sessanta. A chi fa questo tipo di discorso, in politica e in tutti gli altri campi, chiedo: se ti diagnosticano una malattia e il medico che ti cura ha più di quarant’anni, cosa fai? Ne cerchi uno più giovane. Smettiamola con le fesserie, please.

2. Che questo è il governo delle banche, dei massoni, delle elite. Ci siamo lamentati per secoli della mancanza di competenza, di politici e ministri catapultati dai festini al ministero o piazzati sulla seggiola solo perché fanno parte di un partito e ora che abbiamo la finanza al ministero dell’economia, un prefetto all’interno, una studiosa del lavoro al welfare (e potrei continuare) ci lamentiamo anche di questo?
è un governo che fa riferimento al mondo finanziario? è l’economia, bellezza. Abbiamo adorato Carlo Azeglio Ciampi (mi ci metto anch’io), qualcuno si ricorda dove stava, prima di stare a Palazzo Chigi e al Quirinale? Qual era il suo mondo di riferimento?
è un governo di elite? Certo. Ma come vogliamo scegliere i ministri, col televoto?
O erano meglio gli inquisiti per mafia?

3. Che non c’è differenza fra questo governo e il precedente, se non altro per un motivo logico. Il precedente è qui da tre anni, questo nemmeno da tre giorni. Per altro chi lo dice spesso pensa che dovremm uscire dall’euro e/o fallire e/o garantirci un diritto all’insolvenza, paragonandoci magari all’Islanda (più piccola di Bologna) o all’Argentina (qualcuno ricorda i pianti di chi aveva investito in quei bond? che cosa accadrebbe se invece fossero i nostri Btp?)

In più. Fra i dati politici (ché di questo si tratta) siamo riusciti a notare che non c’è un ministero del federalismo, ma uno della coesione e dell’integrazione?
Fuffa? vedremo, ma uffa che gira in una direzione migliore.

Per rinfrescarci la memoria, ché questo Paese la memoria la usa per ricordare le formazioni della Nazionale, ecco da dove siamo venuti.
Dichiarazioni in ordine sparso, tutte di questa mattina.
Ma potrebbero essere di un giorno a caso e lo sappiamo bene tutti.

A Mario Monti avevo proposto di fare il premier del centrodestra. Tra le ‘offerte’ fatte al presidente della Bocconi c’era anche quella di fare il ministro dell’Economia.
Andiamo avanti con la riforma della giustizia e delle intercettazioni.
Il governo di Mario Monti durerà “quello che decideremo noi per quanto sarà utile per il paese, anche in relazione alla nostra campagna elettorale e secondo quello che ci diranno i sondaggi”.
Come presidente del Consiglio mi sentivo impotente, potevo solo suggerire disegni di legge. Anche i decreti, quando arrivavano al Quirinale, il presidente della Repubblica diceva no a 2 su 3 Ci correggeva con la matita rossa, come una maestra con i bambini delle elementari.
No a qualsiasi forma di patrimoniale.
Ho parlato con Draghi e gli ho chiesto cosa sta facendo la Bce per l’Italia: mi ha parlato di un piano assolutamente ininfluente, che al massimo sposta lo spread di 10 punti. Ridicolo.
Alcuni nostri senatori facciano da collegamento con la Lega, dobbiamo tenerli vicini. Il Carroccio ha deciso di andare da solo ma in base ai sondaggi loro scendono di un punto mentre noi cresciamo.
Il governo di Mario Monti rappresenta una sospensione certamente negativa della democrazia La decisione finale ci è stata praticamente imposta, con i tempi voluti dal presidente della Repubblica”.
Non possiamo lasciare il paese alla Sinistra. E poi a chi? a Di Pietro, Vendola e Bersani. Gli italiani non sono così cretini da dare il voto a questi qua.
Quella delle intercettazioni è una vergogna. Io ho deciso che di non avere più il cellulare.

17 novembre 2011 4:13 pm
Numero legale

L’unica volta in cui il governo Berlusconi pronuncia la parola legale è per associarla al numero dei parlamentari che devono votarlo.

14 ottobre 2011 2:15 pm
Assestamento?

Il Governo va sotto sull'assestamento di bilancio

La Corte dei Conti dice che la riforma fiscale non ha copertura.

Il ministro delle Finanze, il ministro dell’Interno, il ministro delle Riforme, non votano l’assestamento di bilancio e il governo va sotto.

Cicchitto e Gasparri consigliano al governo di richiedere la fiducia.

Il decreto intercettazioni sparisce dagli ordini del giorno.

Alla lunga, dai consigli si passa alle vie di fatto.

Le intercettazioni, libera stampa in libero Stato?

Dopo la decisione sulle intercettazioni di oggi – è bastato uno schiocco di dita di Berlusconi, dice la Bongiorno – che vieta la pubblicazione per riassunto e per contenuto delle telefonate intercettate in un’inchiesta, è evidente che il governo dell’ameno paesello non ritiene importante o grave quello che i suoi membri (alla lettera) dicono o fanno, ma che ci sia qualcuno che possa farlo sapere.
Se da qualche parte in Italia esiste ancora una stampa che voglia tentare di definirsi libera, è arrivato l’ultimo avviso per alzare la mano.
Le chiacchiere stanno a zero, dicono da qualche parte.
Chi tenta di proteggersi le chiappe è passato alle vie di fatto.
Chi, per proteggere quelle chiappe, rischia le proprie, dovrebbe decidere una volta per tutte se gradisce essere il lato passivo della sodomia.
E, in caso negativo, che cosa ha intenzione di fare per reagire alla fogna.

05 ottobre 2011 8:29 pm
Il sindaco leghista di Macherio: sono avvilito e incazzato

Il sindaco leghista di Macherio scrive una lettera al Corriere della Sera.
Basta far parlare lui.

Caro Direttore,
sono un sindaco leghista che si è stancato di mandar giù bocconi amari e si è accorto di come sia terrificante oggi il potere della Lega. Vengo da una militanza ventennale e da due anni e mezzo faccio il sindaco a Macherio. (…) Sono avvilito, incazzato, mi sento tremendamente preso in giro. (…) Ho anch’io i miei sospetti sui mille interessi della Lega, ma ormai la tenaglia probabilmente ricattatrice del premier ci sta portando alla deriva, sia come Italia che come Lega. Mi prende una profonda tristezza nel vedere traditi i miei ideali di onestà, rettitudine e coerenza di idee, tristezza che sconfina in grande delusione. (…) La Lega mi ha anche dato soddisfazioni, ma ad oggi mi diventa molto difficile continuare a «mandare giù» tutti i bocconi amari: gli ultimi, quelli su Milanese e ieri sul confermare la fiducia ad un ministro indagato per concorso in associazione mafiosa. Oltretutto un ministro che ha tradito il proprio partito che lo ha eletto a Roma per far da salvagente al governo. (…) Traditore è chi guadagna poltrone, non chi le perde. Dall’interno poi vedo troppi «furbi» che si azzuffano per le poltrone, ovviamente imbottite di stipendi, magari due, magari tre, e così via. Forse ad oggi il Potere che ha la Lega è cosi forte da imporre certe scelte, ma quando questa logica sconfina nel salvare chi fa il furbo e si arricchisce alle spalle degli altri, allora mi sento ferito nella mia dignità di uomo e di padre. (…)

Il testo integrale è qui.

30 settembre 2011 11:05 am
La lettera della BCE

La pubblica in esclusiva il Corriere della Sera.
Il testo, firmato da Trichet e Draghi, è qui sotto nella traduzione fornita dal Corriere della Sera stesso.
L’originale inglese, invece, è disponibile qui.

Francoforte/Roma, 5 Agosto 2011
Caro Primo Ministro,
Il Consiglio direttivo della Banca centrale europea il 4 Agosto ha discusso la situazione nei mercati dei titoli di Stato italiani. Il Consiglio direttivo ritiene che sia necessaria un’azione pressante da parte delle autorità italiane per ristabilire la fiducia degli investitori.
Il vertice dei capi di Stato e di governo dell’area-euro del 21 luglio 2011 ha concluso che «tutti i Paesi dell’euro riaffermano solennemente la loro determinazione inflessibile a onorare in pieno la loro individuale firma sovrana e tutti i loro impegni per condizioni di bilancio sostenibili e per le riforme strutturali». Il Consiglio direttivo ritiene che l’Italia debba con urgenza rafforzare la reputazione della sua firma sovrana e il suo impegno alla sostenibilità di bilancio e alle riforme strutturali.
Il Governo italiano ha deciso di mirare al pareggio di bilancio nel 2014 e, a questo scopo, ha di recente introdotto un pacchetto di misure. Sono passi importanti, ma non sufficienti.

Nell’attuale situazione, riteniamo essenziali le seguenti misure:
1.Vediamo l’esigenza di misure significative per accrescere il potenziale di crescita. Alcune decisioni recenti prese dal Governo si muovono in questa direzione; altre misure sono in discussione con le parti sociali. Tuttavia, occorre fare di più ed è cruciale muovere in questa direzione con decisione. Le sfide principali sono l’aumento della concorrenza, particolarmente nei servizi, il miglioramento della qualità dei servizi pubblici e il ridisegno di sistemi regolatori e fiscali che siano più adatti a sostenere la competitività delle imprese e l’efficienza del mercato del lavoro.
a) È necessaria una complessiva, radicale e credibile strategia di riforme, inclusa la piena liberalizzazione dei servizi pubblici locali e dei servizi professionali. Questo dovrebbe applicarsi in particolare alla fornitura di servizi locali attraverso privatizzazioni su larga scala.
b) C’è anche l’esigenza di riformare ulteriormente il sistema di contrattazione salariale collettiva, permettendo accordi al livello d’impresa in modo da ritagliare i salari e le condizioni di lavoro alle esigenze specifiche delle aziende e rendendo questi accordi più rilevanti rispetto ad altri livelli di negoziazione. L’accordo del 28 Giugno tra le principali sigle sindacali e le associazioni industriali si muove in questa direzione.
c) Dovrebbe essere adottata una accurata revisione delle norme che regolano l’assunzione e il licenziamento dei dipendenti, stabilendo un sistema di assicurazione dalla disoccupazione e un insieme di politiche attive per il mercato del lavoro che siano in grado di facilitare la riallocazione delle risorse verso le aziende e verso i settori più competitivi.

2.Il Governo ha l’esigenza di assumere misure immediate e decise per assicurare la sostenibilità delle finanze pubbliche.
a) Ulteriori misure di correzione del bilancio sono necessarie. Riteniamo essenziale per le autorità italiane di anticipare di almeno un anno il calendario di entrata in vigore delle misure adottate nel pacchetto del luglio 2011. L’obiettivo dovrebbe essere un deficit migliore di quanto previsto fin qui nel 2011, un fabbisogno netto dell’1% nel 2012 e un bilancio in pareggio nel 2013, principalmente attraverso tagli di spesa. È possibile intervenire ulteriormente nel sistema pensionistico, rendendo più rigorosi i criteri di idoneità per le pensioni di anzianità e riportando l’età del ritiro delle donne nel settore privato rapidamente in linea con quella stabilita per il settore pubblico, così ottenendo dei risparmi già nel 2012. Inoltre, il Governo dovrebbe valutare una riduzione significativa dei costi del pubblico impiego, rafforzando le regole per il turnover (il ricambio, ndr) e, se necessario, riducendo gli stipendi.
b) Andrebbe introdotta una clausola di riduzione automatica del deficit che specifichi che qualunque scostamento dagli obiettivi di deficit sarà compensato automaticamente con tagli orizzontali sulle spese discrezionali.
c) Andrebbero messi sotto stretto controllo l’assunzione di indebitamento, anche commerciale, e le spese delle autorità regionali e locali, in linea con i principi della riforma in corso delle relazioni fiscali fra i vari livelli di governo.

Vista la gravità dell’attuale situazione sui mercati finanziari, consideriamo cruciale che tutte le azioni elencate nelle suddette sezioni 1 e 2 siano prese il prima possibile per decreto legge, seguito da ratifica parlamentare entro la fine di Settembre 2011. Sarebbe appropriata anche una riforma costituzionale che renda più stringenti le regole di bilancio.
3. Incoraggiamo inoltre il Governo a prendere immediatamente misure per garantire una revisione dell’amministrazione pubblica allo scopo di migliorare l’efficienza amministrativa e la capacità di assecondare le esigenze delle imprese. Negli organismi pubblici dovrebbe diventare sistematico l’uso di indicatori di performance (soprattutto nei sistemi sanitario, giudiziario e dell’istruzione). C’è l’esigenza di un forte impegno ad abolire o a fondere alcuni strati amministrativi intermedi (come le Province). Andrebbero rafforzate le azioni mirate a sfruttare le economie di scala nei servizi pubblici locali.
Confidiamo che il Governo assumerà le azioni appropriate.
Con la migliore considerazione,

Mario Draghi, Jean-Claude Trichet

29 settembre 2011 9:47 am
Il colpevole?

Altan, da Repubblica del 28 settembre

La vignetta di Altan su Repubblica del 28 settembre

28 settembre 2011 2:13 pm
categorie: italia
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