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Dovrei essere fumo

piemme, 2014

Sono nato il 25 luglio 1921, mi chiamo Emile Riemann e sono ebreo.

Emile arriva a Auschwitz nel 1942.
Ha poco più di vent'anni, con lui ci sono la fidanzata e il fratello minore.
In Francia, da qualche parte, può sperare che i suoi genitori siano vivi.
Emile entra nel Sonderkommando di Auschwitz e diventa un impiegato
della morte, uno degli anelli della catena che stermina vite umane
a migliaia ogni giorno.

Alberto, oggi, è un soldato dei corpi speciali,
un uomo in fuga dalla guerra, dagli effetti collaterali, dall'ipocrisia.
Qualcuno gli offre un lavoro. E' molto ricco, molto riservato, molto anziano,
molto malato.
Un lavoro strano, forse non casuale.

A legare le due storie, a così tanti anni di distanza, un quaderno azzurro
che Alberto legge ogni sera, prima di dormire.
Il racconto di una vita che gli è stata consegnata.

Perchè nulla si perda. Perchè non accada di nuovo

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