Ho scritto un po’ meno degli Australian open perché tendo a raccontare cose che ho visto e il fuso orario non è il migliore. Detto questo, come sempre per punti, provo a mettere in fila qualcosa.
1. Ha vinto il favorito, il n.1 del mondo. Lo ha fatto con una finale convincente e uscendo vivo dalla semifinale con Zverev, in cui ha avuto il merito di lottare punto su punto e il suo avversario ha confermato il punto debole della sua carriera, l’ultimo miglio. Era il suo obiettivo stagionale, lo ha dichiarato più volte, lo slam che mancava sugli scaffali. Lo ha vinto con una sola partita molto complicata e dimostrando un progresso che si era già notato a New York, meno show e più concretezza. Complimenti a lui.
2. Nole ha fatto più del massimo. Ha una dozzina d’anni di esperienza in più degli altri, conosce il gioco, il suo corpo, le superfici, meglio di chiunque nel circuito e ha sfruttato al meglio tutte le occasioni che un tabellone fortunato gli ha fornito. È arrivato alla semifinale avendo giocato solo due set in una settimana, quelli persi con Musetti che si è ritirato, e dimostrando che se è riposato può ancora giocarsela con tutti. Pensare che recuperasse un match di 4h finito oltre le 2 di notte era davvero troppo.
3. Sinner. Alti e bassi. Ho visto il terzo set con Darderi e mi ero preoccupato. Poi ha spazzato via Shelton con una partita solida e continua (l’altro è il giocatore più imprevedibile e meno intelligente dei top ten), in semifinale ha passeggiato per tutto il primo set poi si è inceppato. Serve in modo mostruoso, un miglioramento impressionante, ma mi è parso un po’ scarico sulla sua dote migliore, i punti importanti. Diciotto palle break lasciate a Nole fanno la differenza fra vivere e morire e anche se Djokovic ne ha giocate alcune in modo incredibile, è davvero un lascito che non si può concedere. Prendiamo atto che ogni tanto si pò anche perdere prima della finale.
4. Musetti. Lo sport non prevede il “e se”, ma questa volta bisogna farci un pensierino. Aveva già perso due volte con Nole con un vantaggio di due set, ma il Musetti di Australia sembrava un altro giocatore, in grado di stare un gradino sotto i due animali che dominano il circuito. Speriamo che recuperi in fretta, così ci divertiamo.
Per i fanatici dei verdetti senza appello, siamo al primo mese di una stagione di undici.
Per una volta fate una cosa che non vi viene bene. Portate pazienza e godetevi lo spettacolo.


